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Oggi l’ex bunker per sottomarini “Valentin” è considerato, in ordine di grandezza, il secondo bunker in superficie in Europa.

Esso è l’eredita più evidente di tre grandi progetti per gli armamenti, che dalla metà degli anni ‘30 hanno cambiato radicalmente una regione essenzialmente agricola.

Già nel 1935 la società di ricerca economica a responsabilità limitata (Wirtschaftliche Forschungsgesellschaft mbh (WiFo)), una società di copertura del Ministero dell’Economia del Reich, aveva incominciato a costruire un deposito sotterraneo per carburanti tra Farge e Neuenkirchen. Nelle immediate vicinanze dal 1938 la marina militare aveva fatto costruire altri depositi per i carburanti. Entrambi i depositi erano destinati alla preparazione della guerra. Dalla metà del 1943 l’infrastruttura già esistente ed i campi di lavoro venivano utilizzati per il progetto “Bunker per sottomarini Valentin”.

Oggi ci sono rimaste ben poche testimonianze dei progetti dei depositi per i carburanti degli anni ’30, del gigantesco cantiere del bunker per sottomarini e dei campi. Ci è rimasto soltanto il bunker come simbolo inconfondibile della macchina da guerra nazista.
 

Un cantiere in guerra

A metà del 1943 la marina militare aveva incominciato a costruire il bunker “Valentin” per sottomarini. In quel momento gli alleati avevano un’ampia sovranità aerea sul territorio del Reich. La costruzione di sottomarini nei cantieri navali, per la maggior parte non protetti, era quasi impossibile. Nel bunker “Valentin” dovevano essere fabbricati sottomarini di un nuovo tipo con il metodo della catena di montaggio, protetto da muri e soffitti spessissimi. Con questi sottomarini i vertici nazisti speravano di poter interrompere le linee di rifornimento degli alleati nell’Atlantico, per provocare in questo modo ancora una volta una svolta nella seconda guerra mondiale.

Per questo motivo il progetto “Bunker per sottomarini Valentin” aveva la massima priorità.

Fame, freddo ed esaurimento

Nell’arco di solo venti mesi, dall’estate del 1943 alla primavera del 1945, a Bremen-Farge sorse un cantiere navale per costruire sottomarini in un bunker.

In questo enorme cantiere lavoravano fino a 10.000 lavoratori coatti, a pieno ritmo, giorno e notte. Lavoratori coatti civili provenienti dall’Europa orientale e occidentale, prigionieri sovietici di guerra, internati militari italiani, prigionieri dei campi di concentramento e detenuti di un “campo di rieducazione” della Gestapo (Polizia segreta di stato) di Brema. Furono sistemati in vari campi, che distavano fino a sei chilometri dal bunker. Durante la costruzione del bunker questi uomini, denutriti e indeboliti, dovevano fare turni di dodici ore, svolgendo un lavoro pesantissimo.

Circa 2000 di essi morirono in seguito al lavoro fisicamente gravoso, all’approvvigionamento insufficiente e alle disumane condizioni di vita nei campi. Sono noti i nomi di 1144 vittime.

Distruzione e uso nel dopoguerra

A fine marzo del 1945 in seguito ad un attacco della Royal Air Force britannica fu distrutta la parte non ancora completata del bunker. Poco tempo dopo furono interrotti i lavori di costruzione. Nel bunker “Valentin” non è mai stato costruito un sottomarino.

Dopo la guerra il bunker è stato usato dagli alleati in un primo momento per testare bombe. Falliti i piani per la demolizione è diventato uno spazio usato dai bambini dei dintorni, che ci andavano a giocare. Alla fine degli anni ’50 le forze armate tedesche hanno usato l’area dell’ex campo come campo di esercitazioni. Negli anni ’60 il bunker è diventato proprietà della marina militare, che ha usato parti del bunker come deposito di materiale fino alla fine del 2010.

 

Il bunker “Valentin” - oggi

Il lungo cammino verso il “Luogo della riflessione”

Nella sua storia di settant’anni dal mese di gennaio 2011 il bunker viene utilizzato per la prima volta per scopi civili. Il “Bunker Valentin” è diventato il “Luogo della riflessione”, un memoriale. Vengono offerte diverse possibilità per prendere in considerazione, in modo attivo e critico, il passato, il presente e il futuro del bunker e dell’area circostante. Il Senato della libera città anseatica di Brema ha incaricato l’Autorità del Land per la formazione politica (Landeszentrale für politische Bildung) della realizzazione del “Luogo della riflessione Bunker Valentin”.

Visita al memoriale 

Un sentiero di 1,5 chilometri porta nell’area esterna e attraverso il bunker, con informazioni sulla storia del luogo in venticinque punti distribuiti lungo il sentiero. Incomincia già con il monumento commemorativo “Annientamento attraverso il lavoro” e conduce attraverso l’entrata principale al centro informazioni, situato nel lato sud del bunker. Una guida multimediale in tedesco e inglese, che potrete noleggiare, vi accompagna dando ulteriori informazioni nei singoli punti. Nel centro informazioni si trova un tavolo multimediale, che mostra lo sviluppo geografico della regione degli armamenti attorno al bunker “Valentin”, dall’inizio degli anni 30 fino ad oggi e una mostra per ulteriori approfondimenti.

 

Ingresso libero.

Guida multimediale: da noleggiare lasciando qualcosa in pegno.

 

Visite guidate:

Visite guidate in diverse lingue a richiesta: mail@ich-will-keinen-spambunkervalentin.de

o telefonare al seguente numero: 0049 (0) 421-69 67 36 70

 

Le visite guidate sono a pagamento.

 

Orari di apertura: per ulteriori informazioni sugli orari di apertura consultate il nostro sito web.



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